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La Popolazione DATI E CIFRE in Sintesi
All’ultimo censimento ISTAT, ottobre 2001, la popolazione registrava 985 abitanti. Ad ottobre 1991, la popolazione residente nel Comune di Castelluccio Superiore era di 1134 unità contro le 1236 stimate al precedente censimento (1981). Il notevole decremento della popolazione, nel decennio 81-91 pari a –8,25% (-102 unità) si è protratto anche nella prima metà degli anni ’90 come testimoniato dai data ISTAT riportati nella tabella seguente
Popolazione residente dal 1991 al 1996 (fonte ISTAT) Come si può facilmente leggere dai dati numerici vi è in atto un preoccupante spopolamento e abbandono dal 1981 al 2001 c’è stato un calo di ben 235 unità! Tale
trend negativo assume aspetti ancor più drammatici se confrontati con quelli dei
centri della Comunità Montana del Lagonegrese, che, tranne per alcuni casi
(Lauria, Maratea) confermano tale decremento, infatti, risulta che in entrambi i
periodi (91/81 e 96/91) il decremento massimo si è verificato a Castelluccio Superiore che ha fatto registrare
rispettivamente i seguenti valori –8,25% e –6,44%. Tale
fenomeno di progressivo spopolamento é dovuto in parte al calo delle nascite ma
anche e soprattutto, come evidenziato nella tabella del saldo naturale, dalla
mancanza di lavoro che porta ogni anno un discreto numero di abitanti,
soprattutto giovani, a trasferirsi in altri comuni (soprattutto nel Nord
Italia).
Saldo naturale dal 1991 al 1996 (fonte ISTAT) Molto più significativi e
preoccupanti sono i dati inerenti il
saldo sociale che evidenziano l’intensa emigrazione avutasi negli ultimi
anni.
Saldo sociale dal 1991 al 1996
(fonte ISTAT) Per
quel che riguarda l’economia del Comune di Castelluccio Superiore si desume dai dati
forniti dall’ ISTAT che la popolazione attiva, é diminuita passando da 549 nel
Nel
1991 sono diminuiti gli occupati rispetto al 1981, di circa 160 unità e
aumentati i disoccupati e quelli in cerca di prima occupazione
; si rivela inoltre che lavorano soprattutto gli uomini rispetto alle
donne in proporzione di più di Per
quanto riguarda la distribuzione degli attivi si rileva dai dati ISTAT che nel
decennio 91/81 la popolazione attiva ha avuto la seguente variazione
Pop. Attiva in condizione
professionale per ramo di attività (valori percentuali 91/81 – ISTAT
-) Come
mostrato dalla precedente tabella nel decennio 91/81 si è osservata una notevole
crescita del terziario, soprattutto di tipo pubblico, che in qualche modo ha
tamponato e compensato l’emorragia dell’industria e la fuga
dall’agricoltura. Le ragioni della contrazione del settore
agricolo, preannunciata precedentemente in termini di popolazione attiva nel
settore, sono da ricollegarsi alle limitate dimensioni delle aziende, che non
consentono volumi di produzione tali da giustificare l’impiego di tecniche
avanzate o investimenti che possano essere recuperati entro tempi ristretti,
alle esigue possibilità di meccanizzazione, sia per l’elevato frazionamento
delle proprietà, sia per le caratteristiche morfologiche del terreno e al
ridotto peso delle strutture associative. L’incentivazione indifferenziata
dell’impresa agricola, indipendentemente dal risultato produttivo, dalla sua
collocazione geografica e dal comparto produttivo, ha, nella
pratica mantenuto o sostenuto in maniera assistenziale, senza innescare
processi che lo trasformassero solo il profilo
competitivo. Come
accennato la fondamentale attività economica è stata sempre l’agricoltura, a cui la popolazione si è sempre dedicata e da cui ha
ricavato i prodotti nececcari e sufficienti alla sopravvivenza. Rispetto al
passato però la popolazione attiva registrata nel settore agricolo è scesa in
modo rilevante perché la gente dai campi è stata costretta a cercare altrove
fonti di reddito più adeguate e sicure. Oggi,
pertanto, tale attività è curata da poche famiglie
diretto-coltivatrici affezzionate alla terra. I proprietari se la cavano
da soli e con l’aiuto dei figli adolescenti ma appena questi raggiungono la
maggiore età se ne vanno e la gamma delle coltivazioni, ricadendo tutto il peso
sugli anziani, si restringe all’essenziale. Per fortuna grazie alle macchine
agricole si lavora meglio e si produce di più; trattori e motozappe eseguono in
poco tempo il lavoro di tantissime giornate con le coppie dei buoi, inoltre, i
concimi chimici e l’aratura profonda hanno migliorato la
resa. Si
producono in prevalenza cereali, legumi, frutti,
ortaggi e vigneti. Queste
ultime due colture vengono naturalmente praticate nelle
parti più basse del territorio cioè a valle. Vi vegetano anche piante aromatiche
come il rosmarino e medicinali come malva e camomilla. Discreto
è anche l’allevamento di animali da cortile (la massaia alleva tuttora pulcini,
tacchini, conigli) e, considerata l’abbondanza di ghiande nei
territorio, soprattutto del maiale che, oltre a costituire la base
dell’alimentazione di ogni famiglia è stato anche oggetto di commercio, infatti
fino a qualche decennio addietro l’esportazione di prosciutti curati è stata
molto attiva e redditizia. Nel
passato occupava un posto importante la pastorizia ma a
paco a poco tale attività è stata abbandonata per mancanza di terreni adibiti a
pascoli, al punto che oggi sono rimaste soltanto poche persone che si dedicano
alla custodia del bestiame costituito da pecore, capre e
bovini. Un
tempo ogni famiglia possedeva un asino per il trasporto delle derrate alimentari
e della legna da fuoco. A Castelluccio Superiore lo sfruttamento boschivo, con
produzione di legno da ardere e legname d’opera è un’attività molto praticata.
Praticate sono anche, sia pure in maniera più stretta rispetto al passato sono
la caccia e la pesca. La caccia ordinaria si è circoscritta alle lepri e alle
volpi più abbondante è quella degli uccelli: merli, tordi, passeri. Nella
riviera Peschiera si pescano trote, anguille e sardelle. Buoni anche i vini, la
maggior parte però di bassa gradazione alcolica. La recettività alberghiera è
bassa vi sono solo due alberghi ristoranti con annessa sala per ricevimenti,
l’Hotel “Sette e Mezzo” e l’Hotel “San Raffaele”. -
L’industria è presente con segherie, imprese edili e termoidrauliche. Ridotta è
la presenza di artigiani locali difatti, si conta un unico ramaio che ripara,
lavora, vende oggetti in rame: lanterne, lumi, tegami, padelle, bracieri, oliere
e piccoli oggetti – souvenir. Pochi sono anche i falegnami, mentre sono
scomparsi i fabbri, barilari, filandaie ecc., in
compenso sono sorte attività nuove: laboratori di infissi in alluminio, officine
meccaniche, un panificio ed una pasticceria. - Le
attività turistiche sono del tutto inesistenti perché,
pur essendoci zone suggestive dal punto di vista paesaggistico come la località
Difesa e il Monte Zaccana, non sono mai state incentivate o pubblicizzate. Non
ci sono strutture fisiche e organizzative tali da promuovere un turismo che non
sia né di massa e nemmeno del . Non esistono servizi
ricettivi quali agenzie di viaggio, campeggi turistici montani, botteghe di
souvenir e prodotti locali da offrire ai turisti, divertimenti e
distrazioni. Per
quel concerne il grado di istruzione, raddoppiano di numero rispetto al 1981 i
diplomati ed i laureati confermando una tendenza nazionale che vede i giovani
prolungare la durata degli studi per conseguire una migliore preparazione
culturale e professionale diventando così più competitivi a fronte delle scarse
possibilità d’impiego. Il
patrimonio edilizio, costituito da tutte le abitazioni del comune sia
appartenenti al centro storico che non, si è fortemente degradato a causa della
grande emigrazione che ha interessato questo paese. Non tutte le abitazioni
risultano occupate, anzi una buona parte di esse sono
disabitate e chiuse da molti anni. Da recenti statistiche (Piano Socio-economico
della C. M. del Lagonegrese) si è rilevato che le abitazioni occupate sono circa
494, pari al 77,6% del totale è quelle non occupate sono 143 pari al 22,4%. Di
queste abitazioni l’89,68% sono proprie. Il 5,7% in affitto o subaffitto ed il
4,7% è a vario titolo. Quasi
tutte le abitazioni occupate sono fornite di impianti
igienico.sanitari soddisfacenti. Il 97,9% degli
impanti igienici sono completi i rimanenti posseggono solo il gabinetto e solo
il 2% delle abitazioni non è provvista di impianto. Tutte le abitazioni sono
fornite di acqua potabile, riscaldamento e acqua calda. Per quanto concerne le
abitazioni non occupate, esse vengono classificate
secondo i vari motivi che determinano la non occupazione: il 31,5% è utilizzato
per le vacanze, il 30% è utilizzato solo parzialmente da persone che risiedono
normalmente fuori per motivi di lavoro o studio e il rimanente 38,5% non viene
mai utilizzato. Solo
una parte delle case non occupate è messa in vendita (0,7%) o affittata (2%) in
quanto ancora oggi il turismo non ha assunto una dimensione significativa. Le
varie abitazioni risalgono ad epoche antiche, vista l’origine del paese.
Purtoppo non si hanno molte documentazioni sulla
costruzioni delle abitazioni risalenti ad epoche precedenti al 1900.
Dalle statistiche risulta che le abitazioni precedenti al 1919 sono in netta
maggioranza e raggiungono il 90% rispetto a quell costruite negli anni di questo
secolo. Architettonicamente gli elementi decorativi di facciata degli edifici
sono affidati a cornici marcapiano o archi di volta che definiscoo gli ingressi
anch’essi realizzati con lo stesso materiale lapideo impiegato per le strutture
murarie e si differenziano solo per la pezzatura diversa. I
paramenti murari esterni della maggiorparte delle abitazioni si presentano quasi
tutti intonacati ma senz’altro ciò è una sovrastruttura
che ricopre murature a facciavista, possibilmente da recuperare in fase di
ristrutturazione. Caratterizzano una parte antica del paese, e del centro
storico alcune strutture di pregio edificate in un arco di tempo che va dalla
metà del XVI sec. ai primi del ‘900,
Nell’aggregato urbano no vi sono vinvoli archeologici
e paesaggistici in quanto esso è solo limitrofo al Parco Nazionale del Pollino e
le strutture classificabili di interesse storico si riferiscono algi edifici di
culto, al vecchio Palazzo Comunale con I dati
ISTAT ci forniscono notizie interessanti relative alle abitazioni ed i tipi di
alloggio . Le abitazioni si presentano con un numero
medio di stanze pari a 4, e con un indice di affollamento inferiore a quello
attuale essendo di 0,70 ab / vano. Si osserva inoltre che su un numero
complessivo di abitazioni pari a 669, risultano occupate solo 406, per cui un numero elevato di abitazioni 263 risultano essere
non occupate. Si
denota comunque in questi ultimi anni, grazie soprattutto al flusso turistico
conseguente all’apertura delle terme, la grande disponibilità, da parte di quei
proprietari in possesso di più abitazioni, di proporre fitti
stagionali. Dai
dati ISTAT si potrebbe erroneamente desumere che nel Comune di Castelluccio
Superiore si possa fare a meno di costruire nuovi alloggi per l’elevato numero
di abitazioni non occupate; in realtà nel Comune vige una
iniqua distribuzione delle abitazioni essendoci infatti famiglie che
possiedono anche 3-4 case e famiglie che invece possiedono una sola casa,
piccola nelle dimensioni e non in perfette condizioni statico - funzionali .
Statistiche PROFILO
STATISTICO Popolazione
1.142 Famiglie
494 Professionisti
2 Docenti
4 Disoccupazione
30% Disoccupazione
giovanile maschile
48% Disoccupazione
giovanile femminile
73% Popolazione
per grado di istruzione e percentuale di composizione Laurea
13
1% Diploma
122
14% Licenza
media
313
35% Licenza
elementare
337
38% Alfabeti
privi di titolo di studio
70
8% Analfabeti
38
4%
Popolazione
attiva (occupata e non) per attività economica con relativa composizione percentuale Agricoltura
71
20% Estrazione
di minerali
1
0,3% Industria
56
15,6% Costruzioni
82
22,8% Commercio
35
9,7% Alberghi
e ristoranti
11
3,1% Trasporti,
magazzinaggio
17
4,7% Credito,
finanza
0
0,0% Immobiliari,
informatica
8
2,2% Stato
e parastato
23
6,4% Istruzione
22
6,1% Sanità
4
1,1% Servizi
pubblici, sociali e personali
29
8,1%
INDUSTRIA,
TERZIARIO E
ARTIGIANATO
N°
imprese e unità locali
N°
addetti Industria
25
65 Commercio
25
69 Servizi
6
8 Istituzioni
4
35 TOTALE
60
177 di
cui: Artigianato
9
22 Trend
aziende (%) Industria
0,04 Commercio
-0,44 Servizi
0,50 Artigianato
-0,28 Aziende
agricole e relative coltivazioni
N°
aziende
Superficie
coltivata (ettari) Cereali
189
160 Orti
207
20 Foraggere
90
21 Vite
184
32 Olivo
98
7 Frutta
56
4 Irrigazione
222
184 Aziende
agricole con allevamenti
N°
aziende
N°
capi Bovini
17
142 Suini
189
365 Ovini
e caprini
46
1300 Equini
30
33 Avicoli
190
3891 Aziende
agricole con mezzi meccanici
N°
aziende
N°
mezzi Trattrici
17
18 Motocoltivatori
42
46 Attrezzi
per la lotta antiparassitaria
0
0 Raccoglitrici
e trinciatrici
0
0
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